giovedì 26 febbraio 2026

L'espulsione di Kelly contro il Galatasaray: cosa dice il regolamento

 

L'Allianz Stadium di Torino, la sera del 25 febbraio 2026, è stato teatro di una delle notti più paradossali e cariche di tensione della storia recente della Juventus. Una partita che passerà agli annali non solo per il risultato, ma per un episodio arbitrale che ha scatenato un dibattito feroce a livello internazionale: l’espulsione di Lloyd Kelly.

Il contesto: una rimonta impossibile

La Juventus di Luciano Spalletti arrivava al ritorno dei playoff di Champions League con le spalle al muro, dopo il pesantissimo 5-2 subito a Istanbul. Serviva un'impresa epica, una di quelle notti in cui cuore e tattica si fondono per ribaltare il destino. E i bianconeri, trascinati da un pubblico incessante, sembravano aver trovato la formula magica. Il rigore di Locatelli nel primo tempo aveva acceso la speranza, portando la squadra negli spogliatoi sull’1-0 e con l’inerzia del match totalmente a favore.

Il momento della rottura: l'episodio Kelly

Tuttavia, l'equilibrio della serata si è spezzato al 48', pochi minuti dopo l'inizio della ripresa. Lloyd Kelly, interviene in un duello aereo con l'attaccante del Galatasaray Barış Alper Yılmaz. Il difensore inglese salta per colpire il pallone e, nella fase di ricaduta, il suo piede impatta contro il polpaccio dell'avversario.

Inizialmente, l’arbitro portoghese João Pinheiro sembra intenzionato a lasciar correre. Ma è qui che interviene il VAR. Dopo una lunga revisione al monitor, l'arbitro torna in campo per estrarre il rosso diretto. Lo stadio esplode in una protesta assordante, mentre Kelly lascia il campo visibilmente furioso, colpendo i tabelloni pubblicitari.

Cosa dice il regolamento e il focus della decisione

Dal punto di vista regolamentare, il "focus" della decisione risiede nella fattispecie del "grave fallo di gioco" (Serious Foul Play). Secondo il protocollo IFAB, un calciatore è colpevole di grave fallo di gioco se impiega forza eccessiva o brutalità contro un avversario o se ne mette in pericolo l'incolumità.

Nel caso di Kelly, il VAR ha evidenziato il punto di contatto: i tacchetti del difensore hanno colpito la parte alta della gamba di Yılmaz con la gamba tesa. Tuttavia, il nodo del contendere è la dinamica: Kelly stava ricadendo da un salto, rendendo l'impatto un evento biomeccanicamente inevitabile piuttosto che un gesto volontario o imprudente. La decisione di trasformare l'episodio in un rosso diretto ha sorpreso molti, poiché mancava la componente dell'intenzionalità o di una forza sproporzionata applicata volontariamente.

Le reazioni degli esperti

Le critiche non sono tardate ad arrivare. L'ex arbitro Gianpaolo Calvarese, intervenuto ai microfoni di Prime Video, è stato categorico:

"Non c'era attitudine al fallo. Kelly salta per vincere il pallone e, ricadendo, sfiora il polpaccio. Per me non è nemmeno giallo, figuriamoci un rosso diretto. Al VAR devono capire la dinamica del calcio, non solo guardare i fermo immagine."

Anche leggende del calcio come Clarence Seedorf e Fernando Llorente hanno espresso incredulità, con lo spagnolo che ha commentato duramente: "Al VAR sembra non ci sia nessuno che abbia mai giocato a calcio". La stampa inglese, da The Athletic alla BBC, ha definito il cartellino "criminale" e una "vergogna assoluta" per la gestione tecnologica del gioco.

L'epilogo: una Juve eroica ma condannata

Nonostante l'inferiorità numerica, la Juventus ha compiuto un mezzo miracolo. Con le reti di Gatti al 70' e McKennie all'82', i bianconeri sono riusciti incredibilmente a portarsi sul 3-0, pareggiando il computo totale dei gol e trascinando la sfida ai supplementari. Tuttavia, l'uomo in meno ha presentato il conto nell'extra-time. Le reti di Osimhen e dello stesso Yılmaz hanno spento i sogni di gloria, fissando il risultato sul 3-2 (5-7 complessivo). Una Juventus eroica esce dalla Champions, ma l'ombra di quel cartellino rosso su Lloyd Kelly continuerà a far discutere per settimane.

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